Dietro le quinte della Calvario Alpin Run

Episodio 3 – I custodi dei sentieri: quelli che sudano prima degli atleti!

Domenica 25 ottobre 2026


Dopo aver affrontato le montagne di documenti della burocrazia e i misteriosi labirinti dell’informatica, questa settimana il nostro viaggio dietro le quinte della 12ª Calvario Alpin Run – Memorial Tullio POIANA ci porta finalmente all’aria aperta.
Basta scrivanie, basta monitor, basta tastiere!
Oggi si indossano gli scarponi, si rimboccano le maniche e si va sul campo. Anzi, sui sentieri!
Perché se il 15 novembre centinaia di gambe potranno affrontare le salite e le discese del Calvario, sarà anche grazie a qualcuno che, molto prima, su quegli stessi sentieri avrà lasciato parecchie gocce di sudore.
Signore e signori, oggi parliamo degli uomini del percorso!

IL CALVARIO È BELLISSIMO… MA LA NATURA NON CONOSCE IL CALENDARIO DELLE GARE!
Chi conosce il Calvario sa bene quanto siano affascinanti i suoi sentieri, immersi nella vegetazione, tra scorci panoramici e luoghi ricchi di storia.
Ma la natura ha una caratteristica particolare: cresce dove vuole, quando vuole e, soprattutto, non si preoccupa minimamente che il 15 novembre debba passare una gara di corsa in montagna!
Rami che si allungano, rovi che conquistano terreno, vegetazione che restringe i passaggi, foglie e piccoli ostacoli che possono rendere più difficoltoso il transito.
E così, mentre gli atleti si allenano per affrontare i 650 metri di dislivello complessivo, c’è chi deve pensare a rendere il tracciato percorribile e adeguatamente preparato.
Perché una cosa è affrontare una salita impegnativa, un’altra è dover combattere contemporaneamente con un rovo particolarmente affezionato alla propria maglietta!

DECESPUGLIATORI, RASTRELLI E TANTA PAZIENZA
Preparare un percorso non significa semplicemente percorrerlo qualche giorno prima della manifestazione.
Significa conoscerlo, controllarlo, individuare le criticità e programmare gli interventi necessari.
Ci sono tratti da verificare, vegetazione da contenere dove necessario, passaggi da liberare e punti che richiedono particolare attenzione.
E poi c’è il lavoro fisico.
Quello vero.
Quello fatto con gli attrezzi in mano, magari durante il fine settimana, quando altri si godono un meritato riposo.
Il decespugliatore diventa un fedele compagno, il rastrello un’estensione del braccio e gli scarponi finiscono inevitabilmente per portarsi a casa qualche ricordo del terreno.
E non mancano le discussioni tecniche di altissimo livello:
«Secondo me qui bisogna tagliare ancora un po’.»
«Ma se abbiamo appena finito!»
«Sì, però guarda quel ramo…»
E così si ricomincia!
Perché il sentiero perfetto, un po’ come il lavoro perfetto, sembra sempre richiedere un ultimo ritocco.

IL PERCORSO VA CONOSCIUTO, NON SOLTANTO PULITO
C’è un aspetto particolarmente importante che spesso sfugge a chi partecipa a una gara: conoscere il percorso significa anche saperne individuare i punti più delicati.
Una discesa ripida, un tratto scivoloso, un passaggio stretto o una curva poco visibile possono richiedere valutazioni specifiche.
Ecco perché i sopralluoghi e i controlli sono fondamentali.
Non si tratta di trasformare una corsa in montagna in una passeggiata sul lungomare.
La Calvario Alpin Run deve conservare le proprie caratteristiche, le proprie difficoltà e quel pizzico di sana fatica che la rende speciale.
Ma la difficoltà sportiva è una cosa, un ostacolo evitabile è un’altra.
L’obiettivo è permettere agli atleti di affrontare una vera gara di montagna su un percorso preparato con attenzione.
Poi, naturalmente, le salite rimangono.
Quelle non possiamo eliminarle.
E, anche se potessimo, probabilmente non lo faremmo!

E POI C’È L’INCOGNITA DEL TEMPO…
Si può organizzare tutto nei minimi dettagli, programmare gli interventi e controllare ogni metro del tracciato.
Ma c’è un collaboratore che non partecipa mai alle riunioni organizzative e che, nonostante questo, riesce spesso ad avere l’ultima parola.
Il meteo!
Una pioggia abbondante può modificare le condizioni del terreno, il vento può far cadere qualche ramo e l’umidità può rendere alcuni passaggi più impegnativi.
Ecco perché il lavoro di controllo non termina necessariamente con la pulizia dei sentieri.
Bisogna continuare a osservare, verificare e, quando serve, intervenire nuovamente.
Perché il Calvario è una montagna generosa di emozioni, ma non sempre altrettanto generosa di condizioni favorevoli!

QUANDO IL LAVORO DI SQUADRA DIVENTA CONCRETO
C’è qualcosa di particolarmente bello nel vedere persone che dedicano il proprio tempo libero a un’attività dalla quale non ricavano nulla, se non la soddisfazione di aver contribuito a realizzare qualcosa di importante.
Persone che potrebbero trascorrere la domenica sul divano, ma scelgono invece di indossare gli scarponi e mettersi al lavoro.
Non lo fanno per comparire nelle fotografie, per ricevere una medaglia o per vedere il proprio nome in classifica.
Lo fanno perché credono nella manifestazione, nel territorio e nel valore del lavoro condiviso.
Ed è proprio qui che ritroviamo uno degli aspetti più autentici dello spirito alpino.
La disponibilità a fare, senza aspettare che sia qualcun altro a farlo.
Una mano tira l’altra, un problema si affronta insieme e anche la fatica, quando è condivisa, sembra diventare un po’ più leggera.
Soprattutto quando, a lavoro finito, arriva il momento di sedersi insieme e commentare la giornata.
Magari davanti a qualcosa di buono!

UN GRAZIE A CHI PREPARA LA STRADA AGLI ALTRI
Il giorno della gara, gli atleti partiranno dalla Baita Alpini di Lucinico e affronteranno il loro percorso.
Correranno, faticheranno, si incoraggeranno e, alla fine, taglieranno il traguardo.
Molti probabilmente non penseranno al lavoro necessario per rendere percorribili quei sentieri.
Ed è normale che sia così.
Ma noi sappiamo che dietro ogni tratto preparato, ogni passaggio controllato e ogni intervento effettuato ci sono persone che hanno messo a disposizione tempo, energie e buona volontà.
Persone che hanno cominciato a faticare ben prima del colpo di partenza.
A loro va il nostro grazie.
Perché alla Calvario Alpin Run c’è chi corre per arrivare primo e chi lavora affinché tutti possano arrivare.
E, permetteteci di dirlo, anche questa è una bellissima vittoria.

UNA PICCOLA RACCOMANDAZIONE AGLI ATLETI…
Quando il 15 novembre vi troverete davanti a una salita particolarmente impegnativa, ricordatevi che qualcuno, nei giorni precedenti, l’avrà probabilmente affrontata con un attrezzo in mano.
E se durante la corsa vi verrà da pensare:
«Ma chi è stato quel matto che ha scelto questo percorso?»
Sappiate che probabilmente è lo stesso che, qualche settimana prima, stava lavorando per sistemarlo!
Quindi potete anche brontolare per la salita… ma almeno risparmiate chi l’ha pulita!

APPUNTAMENTO A DOMENICA PROSSIMA!
Il nostro viaggio dietro le quinte continua.
Domenica 1° novembre parleremo di un altro settore fondamentale della Calvario Alpin Run: la sicurezza e l’assistenza lungo il percorso.
Conosceremo il lavoro di chi si occupa di prevenzione, coordinamento e assistenza, affinché gli atleti possano affrontare la gara nelle migliori condizioni possibili.
Perché dietro ogni manifestazione ben organizzata ci sono persone che pensano anche a ciò che tutti sperano non debba mai accadere.
La Calvario Alpin Run si corre in un giorno, ma si costruisce durante tutto l’anno!

Vi aspettiamo domenica 15 novembre 2026 alla Baita Alpini di Lucinico, a Gorizia.