Episodio 4 – Gli angeli custodi del percorso: quelli che aspettano… mentre gli altri corrono!
Domenica 1° novembre 2026
Il calendario corre veloce e ormai mancano soltanto due settimane alla 12ª Calvario Alpin Run – Memorial Tullio POIANA, in programma domenica 15 novembre.
Nelle scorse settimane vi abbiamo accompagnato dietro le quinte della nostra manifestazione, raccontandovi il lavoro di chi affronta montagne di documenti, di chi combatte quotidianamente con computer e tecnologia e di chi, armato di decespugliatore e rastrello, si prende cura dei sentieri del Calvario.
Questa domenica cambiamo nuovamente prospettiva.
Oggi parliamo di persone che, durante la gara, non correranno, non taglieranno il traguardo e probabilmente non compariranno nemmeno nelle fotografie più spettacolari.
Eppure, senza di loro, una manifestazione come la nostra non potrebbe svolgersi con la necessaria organizzazione e attenzione.
Signore e signori, oggi conosciamo gli angeli custodi del percorso: gli addetti alla sicurezza e all’assistenza!
LA SICUREZZA NON SI IMPROVVISA
Quando un atleta si presenta alla partenza, il suo pensiero è generalmente rivolto a tre cose: il percorso, il tempo che vorrebbe ottenere e, soprattutto, la speranza di avere ancora abbastanza fiato per arrivare in cima.
Difficilmente si sofferma a pensare a tutto ciò che è stato predisposto per la sua sicurezza.
Ed è comprensibile.
Ma dietro una manifestazione sportiva ci sono valutazioni, verifiche, pianificazioni e un’organizzazione che deve tenere conto anche di ciò che tutti sperano non accada mai.
Occorre individuare i punti più delicati del tracciato, organizzare il presidio dei passaggi, coordinare le persone impegnate lungo il percorso e prevedere come gestire eventuali situazioni di difficoltà.
Perché una gara di corsa in montagna deve essere impegnativa per le gambe, non per l’improvvisazione di chi la organizza!
E se è vero che il rischio zero non esiste, è altrettanto vero che preparazione, attenzione e coordinamento possono fare una grande differenza.
FERMI SUL POSTO… MA SEMPRE IN SERVIZIO!
C’è una categoria di volontari che merita una menzione particolare.
Sono quelli che, il giorno della gara, raggiungono la propria postazione lungo il percorso e lì rimangono, aspettando il passaggio dei concorrenti.
A prima vista potrebbe sembrare un incarico tranquillo.
In fondo, cosa ci sarà mai di difficile nello stare fermi in mezzo a un bosco?
Provate però a immaginare la scena.
È novembre.
La temperatura non è esattamente quella di una giornata estiva.
Magari tira vento, magari piove, magari l’umidità si fa sentire fin dentro gli scarponi.
E voi siete lì.
Ad aspettare.
E aspettare.
E aspettare ancora.
Poi, finalmente, arriva il primo concorrente!
Passa come un fulmine, magari senza nemmeno accorgersi della vostra presenza.
Un attimo dopo è già sparito dietro la curva.
E voi?
Voi ricominciate ad aspettare!
Perché il compito non è terminato con il passaggio del primo atleta.
Bisogna rimanere attenti, controllare il proprio settore e assicurarsi che tutti i concorrenti transitino correttamente.
Insomma, mentre gli atleti cercano di migliorare il proprio tempo, i volontari cercano di far passare il tempo senza perdere la concentrazione!
UN BIVIO SBAGLIATO PUÒ CAMBIARE TUTTA LA GARA
Chi corre in montagna lo sa bene: quando la fatica comincia a farsi sentire, anche una semplice indicazione può diventare preziosa.
Un bivio, una curva, un incrocio tra sentieri.
Basta un momento di distrazione e il concorrente potrebbe ritrovarsi a percorrere una strada diversa da quella prevista.
Ed ecco che entrano in gioco gli addetti al percorso.
Persone che conoscono la zona, presidiano i punti assegnati e aiutano gli atleti a seguire il tracciato corretto.
A volte basta un gesto della mano.
Altre volte serve un’indicazione più energica.
«DI QUA! DI QUA!»
E magari il concorrente, ormai concentrato soltanto sul proprio respiro, riesce perfino a rispondere con un cenno di ringraziamento.
Ma attenzione!
Se qualcuno dovesse chiedere:
«Quanto manca alla fine?»
La risposta andrebbe valutata con molta prudenza.
Perché un Alpino che dice “ormai sei arrivato” potrebbe avere un concetto di distanza leggermente diverso da quello di un atleta stanco!
COMUNICARE È FONDAMENTALE
Lungo un percorso articolato come quello della Calvario Alpin Run, il coordinamento tra le persone impegnate nell’organizzazione assume un’importanza particolare.
Sapere cosa accade nei diversi settori, segnalare eventuali difficoltà e mantenere un collegamento efficace con i responsabili della manifestazione sono aspetti essenziali.
Le comunicazioni devono essere chiare, tempestive e comprensibili.
Perché quando tutto procede regolarmente, il lavoro può sembrare semplice.
Ma se si presenta un imprevisto, è proprio l’organizzazione preparata in precedenza a fare la differenza.
E naturalmente, come in ogni attività che coinvolge gli Alpini, non mancherà qualche comunicazione particolarmente colorita.
«Mi ricevi?»
«Ti ricevo!»
«Hai visto passare l’ultimo?»
«Quale ultimo?»
«L’ultimo concorrente!»
«Ah, pensavo parlassi dell’ultimo panino!»
Ecco, magari cerchiamo di lasciare queste conversazioni ai momenti di pausa!
L’ASSISTENZA: ESSERCI QUANDO SERVE
C’è poi un altro aspetto che merita particolare attenzione: l’assistenza ai partecipanti.
Una gara di corsa in montagna richiede preparazione fisica, attenzione e consapevolezza delle proprie capacità.
Ma anche l’atleta più allenato può attraversare un momento di difficoltà.
Una caduta, un malessere, un problema muscolare o semplicemente una situazione che richiede un intervento di supporto.
Per questo è importante che l’organizzazione preveda adeguate misure di assistenza e che le persone incaricate sappiano come comportarsi e a chi rivolgersi in caso di necessità.
Non si tratta soltanto di essere presenti.
Si tratta di essere preparati, conoscere il proprio compito e collaborare con chi ha le competenze necessarie per intervenire.
Perché la sicurezza non è fatta di gesti eroici improvvisati.
È fatta soprattutto di prevenzione, responsabilità e lavoro di squadra.
LO SPIRITO ALPINO: VIGILARE, AIUTARE, ESSERCI
Se c’è una cosa che gli Alpini conoscono bene, è il significato della parola disponibilità.
Essere presenti quando serve.
Mettere il proprio tempo a disposizione degli altri.
Assumersi un impegno e portarlo a termine, anche quando comporta fatica, sacrificio o qualche ora trascorsa al freddo.
È uno spirito che ritroviamo anche nell’organizzazione della nostra manifestazione.
Ogni volontario ha un compito.
C’è chi presidia un incrocio, chi controlla un tratto del percorso, chi si occupa del coordinamento e chi contribuisce all’assistenza.
Mansioni diverse, ma un unico obiettivo.
Fare in modo che gli atleti possano vivere una giornata di sport sapendo di poter contare su un’organizzazione attenta e presente.
E forse è proprio questo il bello del volontariato.
Non essere necessariamente al centro dell’attenzione, ma sapere di aver contribuito a qualcosa di importante.
UN APPLAUSO A CHI NON ARRIVERÀ MAI SUL PODIO
Il 15 novembre, al termine della gara, ci saranno classifiche, premiazioni, fotografie e applausi.
Ci saranno i più veloci, quelli che avranno migliorato il proprio tempo e quelli che saranno semplicemente felici di essere arrivati al traguardo.
Ma ci sarà anche un’altra categoria di persone che meriterà un applauso.
Quella di chi avrà trascorso la mattinata lungo il percorso.
Chi avrà controllato il passaggio dei concorrenti.
Chi avrà fornito indicazioni, prestato attenzione e contribuito alla sicurezza della manifestazione.
Persone che non avranno un pettorale e nemmeno un tempo ufficiale.
Eppure avranno partecipato alla gara in un modo altrettanto importante.
Perché alla Calvario Alpin Run non tutti corrono verso il traguardo. C’è anche chi rimane fermo per permettere agli altri di raggiungerlo.
A tutti loro va il nostro sincero ringraziamento.
E agli atleti vogliamo rivolgere una piccola richiesta.
Quando incontrerete un volontario lungo il percorso, se vi rimane un filo di fiato, regalategli un saluto o un semplice grazie.
Sarà sicuramente apprezzato.
E se proprio non riuscirete a parlare, andrà benissimo anche un cenno della mano!
UN’ULTIMA RACCOMANDAZIONE…
Cari concorrenti, ricordate che gli addetti al percorso sono lì per aiutarvi.
Seguite le indicazioni, rispettate le segnalazioni e affrontate la gara con attenzione.
E soprattutto, se qualcuno vi griderà:
«FORZA, CHE È TUTTA DISCESA!»
Non prendetelo necessariamente alla lettera.
Potrebbe essere soltanto un Alpino particolarmente ottimista!
APPUNTAMENTO A DOMENICA PROSSIMA!
Il nostro viaggio dietro le quinte della Calvario Alpin Run continua.
Domenica 8 novembre, a una sola settimana dalla gara, parleremo di un altro settore fondamentale: la logistica, i ristori e l’organizzazione della partenza e dell’arrivo.
Scopriremo il lavoro di chi deve fare in modo che ogni cosa sia al proprio posto, che nulla venga dimenticato e che tutto sia pronto ad accogliere atleti e accompagnatori.
Perché organizzare una manifestazione significa anche pensare a mille piccoli dettagli.
E, come vedremo, a volte è più facile trovare la strada per la cima del Calvario che capire dove sia finito uno scatolone con il materiale necessario!
La Calvario Alpin Run si corre in un giorno, ma si costruisce durante tutto l’anno!
Vi aspettiamo domenica 15 novembre 2026 alla Baita Alpini di Lucinico, a Gorizia, per la 12ª Calvario Alpin Run – Memorial Tullio POIANA.


